Care Colleghe e cari Colleghi,
vi confesso tutta la mia titubanza nel parlarvi e nel porgervi quest’anno i consueti saluti di fine anno a nome mio e di tutto il Consiglio dell’Ordine, perché non vorrei turbare l’attesa delle feste natalizie che si avvicinano, seppur in un momento drammatico, con ulteriori note di tristezza o peggio con un messaggio pieno di vuota retorica. Mi pervade, cari Colleghi, un senso di forte angoscia e disorientamento per tutto quanto oggi sta avvenendo sia a livello sanitario che a livello sociale nonché politico. La situazione è preoccupante ed è sotto gli occhi di tutti noi.
Ricevo continue telefonate di colleghi, ascolto le loro parole di sconforto nel rappresentarmi i loro problemi di lavoro, le loro difficoltà economiche, le loro paure per un futuro incerto. Ancor di più le parole dei colleghi giovani mi rattristano, perchè sento la loro speranza e i loro sogni infrangersi di fronte ad una realtà e un momento storico la cui gravità supera ogni immaginazione. E c’è da tremare certo. Non si può rimanere indifferenti di fronte a quello che sta accadendo e che può ancora accadere e fanno bene i giovani a preoccuparsi, d’altra parte si preoccupano del loro avvenire.
Trovare delle risposte non è facile e non è sempre semplice utilizzare il ruolo di Presidente di questo Ordine professionale, che ricopro ormai da quasi quattro anni, per tentare di cambiare anche piccole cose a vantaggio della nostra categoria. Il mondo degli ingegneri è variegato, liberi professionisti, dipendenti di azienda, di enti pubblici, dirigenti con interessi e prerogative a volte confliggenti. Un mondo fatto di uomini e donne che con il loro lavoro e professionalità però, contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del nostro paese.
Voglio citare una frase di Corrado Augias che recita: “I semplici e i dotti tengono insieme il mondo; sono le mezze culture che fanno confusione”.
Credo che noi Ingegneri dovremmo appartenere alla categoria dei “dotti” e che il nostro compito sia quello di cercare, nei limiti delle nostre capacità e competenze, di dare il massimo contributo per tenere insieme questo “mondo” che sta cadendo a pezzi giorno dopo girono.
Lo dobbiamo fare con impegno e determinazione perché il dilagare delle “mezze culture” in ogni ambito e luogo rischia di compromettere la tenuta sociale e democratica del nostro paese.
Avere un grande potere vuol dire avere grandi responsabilità e questo è anche il carico di chi è chiamato a governare una piccola frazione di “potere” nei ruoli di cui è investito. Una responsabilità che a volte non fa dormire, che da ansia, ma che bisogna esercitare ad ogni costo con tenacia e capacità.
Questo è stato ed è il mio compito nello svolgere il mio ruolo di Presidente. Dialogare con tutte le istituzioni, con la politica, con il mondo delle associazioni e cercare di dare un contributo per rendere più forte la voce di Noi Ingegneri e rendere sempre più credibile la nostra categoria e il Nostro Ordine.
Ho sempre creduto, cari Colleghi e Colleghe, che difendere un ideale, agire per migliorare il destino degli altri o lottare contro un’ingiustizia, trasmette comunque una piccola onda di speranza, un’onda che può diventare più forte e travolgente, se tutti insieme condividiamo lo stesso ideale e la stessa voglia di migliorare il nostro destino, il nostro e quello delle generazioni future.
Auguro dunque a tutti Voi e alle Vostre famiglie, a nome mio e del Consiglio tutto, un buon Natale e un Felice Anno Nuovo con l’auspicio che l’anno che ci lasciamo alle spalle diventi presto solo un ricordo da cui trarre un insegnamento per il futuro.
Il Presidente
Ing. Vitaliano PASCASI